Via Messina Montagne: i containers dell’illegalità
In Sicilia sono 60 mila le famiglie che attendono una casa popolare, a Palermo sono 12 mila, e  4 mila gli abusivi. Le cifre risalgono però al 2002 il che rende l’emergenza abitativa ancora più drammatica. Di fatto non si con esattezza quale sia il fabbisogno abitativo perché non c’è un organo di controllo che monitori la situazione. Cosa che invece era prevista in quei finanziamenti pubblici statali destinati alla Sicilia per il piano straordinario degli interventi abitativi: 40 milioni di euro.

Gli ultimi fondi arrivati alla Sicilia in materia di edilizia popolare risalgono al ’98, quando venne erogato dallo Stato un miliardo di euro dai famosi ex fondi Gescal (GESCAL sta per GEstione CAse Lavoratori. Era un fondo destinato alla costruzione ed all’assegnazione di case ai lavoratori e loro famiglie creato in parte con le trattenute di contributi aziendali e dei lavoratori dipendenti. Furono soppressi nel ’98 creando polemiche che continuano tutt’oggi)
I 450 nuovi alloggi in Sicilia dovevano essere realizzati entro il 2008 pena la perdita dei finanziamenti. Tra gli alloggi da realizzare a Palermo c’erano anche un centinaio di appartamenti in via Alia a Borgo Nuovo. Alloggi costruiti con materiale a basso impatto ambientale, lavori mai partiti.

Ma il problema per la realizzazione di nuovi alloggi non sarebbero i fondi secondo Pippo Palmeri presidente dello IACP, l’istituto autonomo case popolari, (Palmeri è stato riconfermato il 19 maggio scorso e non senza polemiche da parte dell’amministrazione provinciale: “Non si capisce a quale logica risponde la riconferma di Giuseppe Palmeri nel ruolo di commissario straordinario dell’Istituto autonomo case popolari di Palermo. Un provvedimento incomprensibile in considerazione del fatto che è stato già nominato e insediato il nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto. Assistiamo quindi ad uno scollamento fra le scelte del governo regionale e quelle delle enti locali, con la conseguenza che le decisioni di palazzo d’Orleans passano “sopra le teste” di Comuni e Province” aveva dichiarato il Presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti). Secondo Palmeri il problema è la mancanza di aree. Bisogna modificare il piano regolatore dice, che in città come Palermo non c´è da diversi anni.

Palermo ha infatti  un piano regolatore vecchio che risale al 2002, che in teoria doveva essere aggiornato entro 5 anni.
In tutto questo caos, il risultato è la sofferenza della gente che vive per strada, che viene chiamata abusiva e criminale.
Nel video di seguito raccontiamo la storia delle 23 famiglie che vivono nei containers di via Messina Montagne. Una realtà “surreale” che doveva essere temporanea e che invece si protrae da 2 anni e mezzo. Che in tanti conoscono per sentito dire ma che non hanno mai visto.

Trenta bambini vivono tra la sporcizia, i topi, la fogna a cielo aperto, materiali tossici e soffrono il freddo. Quelli che vedrete sono  i containers dell’illegalità, e non di chi li abita ma di chi li ha lasciati lì senza più preoccuparsene.
L’Asl 6 ha dichiarato a Muovi Palermo di non aver mai ricevuto richiesta da parte dell’Amministrazione comunale di parere preventivo e che nel corso degli anni alla stessa, non sono mai pervenute segnalazioni circa la situazione igienico-sanitaria, da parte delle autorità competenti.

Muovi Palermo sta predisponendo un esposto alla procura della Repubblica.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Dicembre 2009 00:53 )