Sig. Sindaco,

Con l’approssimarsi delle vacanze natalizie e dei viaggi che i più fortunati non mancheranno di fare, ci sorgono spontanee alcune domande: ma Ella non viaggia mai? Se sì come crediamo, quando torna nella Sua Terra non sente un profondo sentimento di vergogna per come viene amministrata questa città? Per l’inciviltà? Per il degrado? Per i disservizi?

Le responsabilità ovviamente  non sono tutte Sue, esse sono equamente distribuite tra tutte le Autorità, alcune purtroppo cresciute a Sua immagine e somiglianza e della classe politica che Ella rappresenta, che soprintendono alla gestione della “Cosa Pubblica” e vengono certamente anche da lontano. Ciò però non La esonera dal dovere di provvedere a risolvere almeno uno dei tanti problemi. Se vuole un aiutino (come si dice nei giuochi di società) ad individuarlo, vada come un semplice cittadino un po’ in giro, in una qualsiasi strada a monte o a valle della città, in un qualsiasi giorno, meglio se dopo un violento acquazzone, quando al solito (illuminazione saltuaria, rifiuti di tutti i tipi, fognature assenti o intasate, marciapiedi inesistenti o in pessimo stato) si aggiunge l’insolito, quando i rifiuti galleggianti in una fiumara scendono veloci verso valle o verso il mare. Se non ritiene necessario questo aiutino scelga Ella un problema a piacere e dopo averlo risolto invada la città (questa volta sì a pieno titolo) con manifesti recanti un grido di soddisfazione. Gliene saremo grati.  Se lo ha fatto o ritiene di averlo fatto, Le assicuriamo che nessuno se n’è accorto e non venga a parlarci di metropolitana leggera, di tram, di sottopassi, di parcheggi sotterranei, questioni per le quali, i meriti se  ce  ne sono, non appartengono certo a Lei e alla Sua Giunta, mentre a Lei e alla Sua Giunta appartengono i demeriti per non averli realizzati o se realizzati in pochissima parte (pensiamo al parcheggio del Tribunale o a quello di via Ernesto Basile) di non averli resi ancora operativi.

Se non è in condizione di farlo, per qualsiasi ragione, allora getti la spugna e passi alla storia come il primo sindaco di Palermo, eletto direttamente dai cittadini, che si  è dimesso perché nell’impossibilità di esercitare con soddisfazione il proprio mandato. Gliene saremo altrettanto grati, disposti perfino a dimenticare i suoi tanti “incidenti di percorso” come quello, in ultimo, dello “skipper  di famiglia”, frutto forse di semplice ingenuità, per quanto  veniale possa essere l’ingenuità riconosciuta ad una Persona del suo livello culturale e professionale impegnata ad amministrare una realtà difficile come quella palermitana.

Muovi Palermo

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Dicembre 2009 01:06 )